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Sogno e consapevolezza

Pubblicato il 04/11/2016

grazie a ciummi


Lo yoga del sogno: la prospettiva orientale sul mondo onirico         
 
Come spesso è accaduto in molti ambiti del sapere, il confronto tra oriente e occidente ci riporta alla considerazione che ogni strada si può percorrere in entrambe le direzioni.
Mentre Freud, e chi dopo di lui, si occupava di dare un senso e un significato ai sogni nella nostra vita, la tradizione orientale diceva la sua sull’argomento.
Mentre la Psicanalisi lavorava per far emergere l’inconscio, per renderlo il più possibile cosciente, lo Yoga del sogno, in modo diametralmente opposto, proponeva esattamente il contrario: portare la consapevolezza dentro l’inconscio.
Quindi non tanto interpretazione  e consapevolezza allo scopo di eliminare il sintomo derivato dal desiderio rimosso, quanto allenarsi a mantenere “un pezzetto” di consapevolezza mentre ci inoltriamo nel mondo onirico: esattamente il contrario. Secondo questa pratica, vivere il sogno in modo cosciente permette di raggiungere le parti più profonde e autentiche della nostra mente aprendo alla possibilità di ridecidere e rimodellare la nostra esistenza a partire dalle radici: l’inconscio appunto.
 
Lo Yoga del sogno è molto più di questo, è principalmente un percorso spirituale e di consapevolezza, ma è anche un insieme di pratiche che ha dei risvolti interessanti. Una di queste ad esempio, per chi si volesse cimentare, è particolarmente indicata per ricordare i sogni, che per i noti meccanismi di difesa tendono ad eludere la memoria.
Alla sera, prima di addromentarsi, si tratta di:
 
  1. Fare un paio di respirazioni profonde
  2. Visualizzare la lettera “a”, al centro del corpo. Se abbiamo delle difficoltà, magari perché non siamo abituati a visualizzare, possiamo disegnare la lettera su un foglio, fissarla per qualche istante e poi chiudere gli occhi. Visualizzarla sarà così più semplice.
  3. Ad un livello successivo possiamo immaginare che dalla “A” sorga una seconda “A”, dalla seconda una terza e così via, fino a formare una catena di “A” che sale fino alla sommità della testa. Visualizzare poi le “A” che ridiscendono riassorbendosi l’una nell’altra.

Per saperne di più:

Norbu N. “Lo yoga del Sogno e la pratica della Luce naturale” Ubaldini Editre – Roma (1993)
 
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